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Già in epoca Normanna erano stati edificati in Puglia una serie di castelli lungo le antiche vie romane, rimaste, anche durante il medioevo,  le direttive più importanti  dei commerci e dei collegamenti  pugliesi. Ma fu con Federico II di Svevia, il puer Apulie,  colui che aveva definito il territorio pugliese con l’espressione: ”luce degli occhi”, che ebbe inizio una lunga opera di ristrutturazione delle vecchie costruzioni imperiali e di edificazione di nuovi imponenti castelli, simboli indiscussi del potere imperiale.
I più importanti castelli presenti sul territorio murgiano e tutt’oggi visibili sono: il Castello del Garagnone, il Castello di Gravina di Puglia e il famosissimo Castel del Monte.

IL CASTELLO DI GRAVINA

Nelle vicinanze di Gravina di Puglia Federico II fece costruire nel 1220 questo castello, probabilmente un casino di caccia utilizzato anche come residenza. Anch’esso come il Garagnone era costruito su due livelli, con il piano superiore destinato ad ospitare la famiglia imperiale e quello inferiore la servitù.  I ritardi nell’inzio dei lavori di restauro, hanno fatto si che il castello fosse oggetto negli anni del saccheggio di tutti gli elementi decorativi, resta oggi lo scheletro rettangolare di un’opera architettonica che sottolinea la traccia del dominio imperiale in questa zona.

IL CASTELLO DEL GARAGNONE

Edificato sulla via Appia, a ridosso della Fossa Bradanica, nel luogo dove un tempo doveva sorgere l’antica città peuceta   Silvium, e vicinissimo all’odierna Poggiorsini, i resti di questo castello sembrano confondersi oggi con la sommità rocciosa dell’altura in cima alla quale è stato edificato. Pedalando ai piedi del rilievo, solo un’attenta osservazione di quelle forme rocciose, lì in alto, può farci capire che siamo davanti ai resti di un’antica costruzione; naturalmente tutto diventa più chiaro se arriviamo in cima, dove sono ancora visibili rimanenze architettoniche di alcuni ambienti.

  Da documenti  storici si è ricavata una ricostruzione immaginaria di un edificio a due piani, con un ingresso coperto,  a lamia, due stanze ad uso di stalla ed un altro ambiente dove si teneva la paglia al primo piano, una scala scavata nella roccia portava ad un cortile scoperto intorno al quale si disponeva un magazzino, una cappella, su cui c’era una stanzetta, e una stanza più grande usata anch’essa come magazzino, Ancora sul cortile, ma a sinistra, si affacciavano sei stanze, quattro per abitazione e due di cui non è indicato l’uso, e ancora un ambiente con il centimolo e un altro con il forno. La posizione soprelevata rispetto ai territori lucani, ne denota gli scopi difensivi e di controllo. Ma numerose cronache parlano del Garagnone e del feudo di sua competenza come di un’area molto ricca, un nodo di passaggio tra i traffici che univano l’Alta Murgia e le città costiere pugliesi. (da Guida al Parco Nazionale Dell’Alta Murgia, Centro Studi Torre di Nebbia, 2006)

CASTEL DEL MONTE

L’unico documento  che ci dà informazioni sulla committenza di questa fantastica opera architettonica è un decreto imperiale del 28 gennaio del 1240, con il quale Federico II ordina la costruzione di un castello dedicato a Santa Maria del Monte. Da questa mancanza di documenti deriva il misterioso fascino di questo monumento, sulla funzione del quale sono state formulate moltissime ipotesi. Probabilmente edificato come base per la caccia, la sua posizione, che lo rende visibile per chilometri sulla murgia e, quando il cielo è terso, anche da alcune città della costa, ne fa un innegabile simbolo di potere, con il quale Federico II voleva sottolineare la sua aurea imperiale su tutto quel territorio circostante. Sappiamo sicuramente che dopo la sua morte alterne vicende lo portarono ad essere utilizzato come carcere e, successivamente abbandonato al degrado, ricovero per bestie e briganti. Nel 1552 la famiglia Carafa di Andria lo acquistò e, dopo circa tre secoli, nel 1876, lo vendette allo Stato Italiano, il quale ne commissionò il restauro , i cui lavori, tra interruzioni e ripartenze fu terminato nel 1972.

Attività CicloMurgia

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